Alla scoperta  del ghetto più antico d’Europa..

La parola ghetto trae origine proprio da qui, dalla parola veneziana “geto”. Anticamente si trovava infatti in questa parte della città un’antica fonderia  che serviva a forgiare le bombarde e  i piccoli cannoni delle navi veneziane. Quando, per motivi politici, la Repubblica della Serenissima stabilì per legge che tutti gli ebrei dovessero vivere e risiedere qui, la popolazione proveniva per lo più dall’Europa Centrorientale e fu proprio a causa della loro pronuncia che il termine veneziano “geto”, venne storpiato in “gheto” (letto alla tedesca).

Nel 1516 la comunità ebraica di Venezia fu quindi trasferita nell’area del Ghetto Vecchio, dove aveva l’obbligo di rientrare la sera. Tutta la zona di notte era controllata da guardie e le vie d’accesso venivano sbarrate. La popolazione del Ghetto di Venezia continuò ad aumentare fino a 5000 persone e questo spiega il perchè lì si possono vedere case con anche 8 piani. Il Ghetto di Venezia non era comunque sufficiente per ospitare tutti i suoi abitanti e si decise quindi di ampliarlo nelle zone adiacenti, il Ghetto Nuovo (nel 1541) ed il Ghetto Nuovissimo (1663). Nel 1492 venne accolto nel Ghetto di Venezia un consistente gruppo di Marrani, che erano degli Ebrei espulsi dalla Spagna.

All’ interno del ghetto novo si possono scoprire le sinagoghe, le quali  sono difficilmente riconoscibili dall’esterno, essendo ricavate all’ interno di palazzi preesistenti e si trovano tutte all’ ultimo piano, poichè per religione non può esserci nulla di terreno al di sopra della sinagoga.

Se ne possono vedere tre delle cinque sinagoghe del ghetto. La più antica è la sinagoga (o Schola) Tedesca, all’angolo della piazza si trova invece la sinagoga Canton (dell’angolo appunto) e lì vicina quella Italiana. Spostandosi nel ghetto vecchio ci sono le due sinagoghe più recenti: quella spagnola e la sinagoga o levantina.

Posizionato tra le due più antiche sinagoghe veneziane, si trova il Museo Ebraico: un piccolo, ma ricchissimo museo fondato nel 1954 dalla Comunità Ebraica veneziana. Il museo è ovviamente visitabile ed è suddiviso in due aree tematiche: la prima dedicata al ciclo delle festività ebraiche ed alla liturgia mentre la seconda, racconta la storia del ghetto ebraico e della persecuzione degli ebrei, dalle origini ai campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale, attraverso immagini e oggetti.

 

By | 2018-01-29T14:37:26+00:00 gennaio 25th, 2018|Non categorizzato|